Romano Prodi, Fassino :
scandalo Telekom Serbia
Far scoppiare una guerra in
Kosovo per delle tangenti
Lo scandalo della
Telekom Serbia è uno dei più vergognosi della
storia italiana del dopoguerra ad oggi. E' la storia di come squallidi
interessi economici (tangenti) di pochi politici senza scrupoli
siano finiti per fare scoppiare una sanguinosissima guerra nei
Balcani con i miliardi dello Stato italiano.
A
dicembre 1996 il Presidente del Consiglio Romano Prodi
trasferisce il
gruppo telefonico Stet sotto il controllo del Ministero del Tesoro
pagando 39.000 miliardi dello Stato.
A
giugno 1997 la Stet (controllata dal Governo) valuta di acquistare la
Telekom Serbia,
la società telefonica statale serba. La
Jugoslavia in
quel momento è un paese a fortissimo rischio guerra civile
per
aspri scontri etnici, ha un'economia in caduta libera,
l'inflazione alle stelle, un mercato inesistente e nessuna prospettiva
di
sviluppo. Al governo della Serbia vi è il sanguinoso
dittatore
comunista Slobodan Milosevic, al quale mancano i fondi economici
necessari per
comprare mezzi militari per poter poter imporre la propria
supremazia dittatoriale in Kosovo e in Bosnia-Erzegovina.
La
Telekom Serbia
è antiquata, ha una rete tutta da ricostruire,
un'assenza assoluta di clienti e, come se non bastasse, con 300
miliardi
di debiti e la cassa vuota.
Nonostante
tutti gli
amministratori Stet e persino l'ambasciatore italiano in
Serbia facessero notare come questo acquisto non fosse per
niente
un affare, ma anzi, com'era ovvio, un grandissimo errore che rischiava
di aggravare la
crisi Jugoslava per l'uso militare che Milosevic avrebbe fatto di quei
miliardi, la Stet (controllata dal Governo Prodi), il 9 giugno
1997 acquistò la Telekom
Serbia per 897 miliardi.
Il dittatore Milosevic
usò quel
denaro per finanziare sanguinose operazioni militari e bombardare il
Kosovo e la Bosnia-Erzegovina, massacrando migliaia di
persone. L'Italia ha pagato 897 miliardi per comprare armi che
furono usate contro gli stessi soldati italiani ! Massimo
d'Alema dovette in seguito far bombardare Belgrado
per 75 giorni per fermare Milosevic. Ma non era la Sinistra dei
pacifisti?
La
Telekom Serbia, un
bidone colossale, fu poi
rivenduta dallo Stato italiano che, pagati interessi e debiti, ne ebbe
una perdita di denaro pubblico complessiva di 887 miliardi.
Delle indagini in Serbia hanno poi dimostrato come gran parte di quei
miliardi non arrivò mai in Serbia, ma sparì
misteriosamente durante il losco affare. Questo dimostra come
tutta questa vicenda fu architettata al solo scopo di intascare delle
tangenti
miliardarie.
Romano Prodi, Piero
Fassino e Lamberto Dini hanno sostenuto di non sapere nulla
dell'affare, salvo, tradirsi innumerevoli volte,
tanto che sia a sinistra sia a destra, tra politici, economisti e
giornalisti, la tesi del "non ne sapevamo nulla" non ha convinto mai
nessuno. Tutti sapevano benissimo.
L'ambasciatore italiano in
Serbia,
Bascone, ha dimostrato con prove documentali che il Governo Prodi era
perfettamente a conoscenza dell'affare da tempo.
Addirittura
nello stesso giorno in cui si concludeva l'affare
Romano
Prodi si trovava proprio a Zagabria! Allo stesso tempo
Dini
e Fassino,
proprio in quella settimana, tenevano un'importante conferenza sugli
investimenti dell'Italia in Serbia e su un importante accordo nelle
telecomunicazioni dei due paesi. Dini, addirittura, ha detto in
Parlamento che si preccupò che nel
consiglio di
amministrazione di Telekom Serbia non vi fossero uomini di Seselj.
Seselj era un ultranazionalista del partito radicale serbo, accusato di
genocidio e torture, che nel 1998
voleva bombardare l'Italia!
Con questa gaffe del ministro Dini viene confermato che il
Governo
Prodi sapeva tutto su Telekom Serbia, avendo
influito persino sulle nomine degli amministratori della
società!
Gli amministratori Stet hanno
poi sottolineato come furono fatte pressioni
per gonfiare a dismisura il prezzo che l'Italia doveva
sborsare (anzichè
abbassarlo!). Del resto è logico, più la torta
è grossa e più sono succose le tangenti
intascate.
In conclusione:
- L'affare
Telekom Serbia fu architettato e gestito da Prodi, Fassino e
Dini, sin dall'inizio
- Lo Stato italiano
buttò 897 miliardi in una società senza valore
- Gran
parte (forse 500) di questi miliardi fu divisa in tangenti da
chi si occupò dell'affare
- Il denaro
venne poi usato per finanziare operazioni militari
sanguinosissime in Kosovo e in Bosnia
- Vi sono prove
documentali che dimostrano che Prodi, Fassino e Dini sapessero tutto
- Prodi,
Fassino e Dini si sono traditi diverse volte confermando la loro mala
fede
- La commissione parlamentare che indagava su
questo fu sciolta nel 2006, subito dopo l'elezione di Prodi
Se
anche Prodi, Fassino e Dini non fossero poi riusciti a
ricevere nessuna tangente, resta scandalosa la gestione del
denaro pubblico. Pensate ai miliardi sporchi di sangue usati per bombe
usate
contro i nostri stessi soldati ! Altro che pacifismo !
E per i
pochissimi che credono ancora
alla storiella del "non sapevamo nulla, l'abbiamo appreso dai giornali"
mi chiedo: ma come? lo Stato italiano sperpera denaro pubblico per
finanziare un dittatore sanguinario comunista e il Governo non
ne sa
nulla? In qualunque paese serio dei ministri così se
ne sarebbero andati a casa (se non in galera!) e invece?
Eccoli lì, 10
anni dopo, come se nulla fosse.
Fonte articolo http://informatorepolitico.ej.am/romano-prodi-fassino-telekom-serbia.htm