giovedì 9 giugno 2011

Pescara: Giornata di studi "Durazzo porta dell'Adriatico"

Venerdì 10 giugno 2011- ore 15

L’interesse per “l’altra sponda” adriatica, quella albanese e più in generale balcanica, ha una lunga tradizione presso l’Università “G.d’Annunzio” di Chieti-Pescara: letteratura, storia, arte, urbanistica, ed anche archeologia e restauro dei monumenti, visto che l’UdA è titolare della Missione Archeologia Italiana a Durazzo, sostenuta dal Ministero degli Affari Esteri- DGSP VI- sett. Archeologia e diretta dalla prof.ssa Sara Santoro, del Dipartimento di Studi Classici dall’Antico al Contemporaneo. L’UdA intrattiene stretti rapporti di collaborazione, grazie a convenzioni specifiche, con l’Istituto per i Monumenti di Cultura IMK (cioè l’istituzione governativa centrale preposta alla tutela, conservazione e restauro) per il settore del restauro architettonico, e con l’università “A. Moisiu” di Durres (Durazzo) per il settore della valorizzazione turistico culturale.

E’ in questo quadro che si colloca la giornata di studi di venerdì 10 giugno, che avrà luogo nel pomeriggio, dalle ore 15 alle 19, nella sala convegni della Fondazione Pescarabruzzo, in via Umberto I n.83 ed è aperta a tutti gli interessati.

Si parlerà della plurimillenaria città di Durres, una città dai molti nomi (Epidamnos/Dyrrachion/Dyrrachium/ Durazzo/Durres), oggi seconda nella Repubblica d’Albania per numero di abitanti e porto principale del paese, con una altrettanto millenaria vocazione commerciale ed una assai più recente vocazione turistica, ed in particolare turistico-culturale.

La città antica, che giace al di sotto della città attuale, è ricca di monumenti di età greca, romana, bizantina, veneziana e turca, come lo straordinario anfiteatro romano, grande quasi quanto l’Arena di Verona, dove sono condotti da alcuni anni scavi archeologici da parte della Missione italiana in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Archeologia. “L’obiettivo è quello di rimetterlo in luce interamente, restaurarlo e rifunzionalizzarlo come edificio per spettacolo”, dice la direttrice italiana degli scavi, prof. Santoro ( il co-direttore albaese è il prof. Afrim Hoti). Del progetto di restauro, in collaborazione con IMK, è responsabile il prof. Claudio Varagnoli, del Dipartimento di Scienze, Storia dell’Architettura, Restauro e Rappresentazione della Facoltà di Architettura di Chieti-Pescara, Da dieci anni la Missione italiana studia l’urbanistica della città antica ed il modo di salvaguardarla pur nell’attuale fase di forte sviluppo edilizio: fra i prodotti di questa lunga ricerca, va annoverata la carta del rischio archeologico, che fa parte del nuovo piano regolatore del centro storico della città, anch’esso redatto da un ricercatore della Facoltà di Architettura dell’UdA, il prof. Piero Rovigatti.

L’intreccio fra studi umanistici, e specificamente archeologici, restauro e proiezione verso il futuro della città si riflette nel programma della giornata, che vede eminenti studiosi italiani ed albanesi parlare di Durazzo ( usiamo per comodità il nome italiano della città) visto dai poeti antichi ( Braccesi, Di Francesco) e oggetto della politica imperiale romana (Presutti), delle sue trasformazioni urbanistiche antiche e contemporanee (Hoti, Santoro e Rovigatti), delle sue possibilità di sviluppo economico (Bianchi), degli scavi nell’anfiteatro ( Sassi) e del progetto di rifunzionalizzazione (Varagnoli), concludendo con i problemi e le prospettive della conservazione dei monumenti in Albania (Bace). Al convegno parteciperanno numerose autorità accademiche ( i rettori delle università di Chieti-Pescara e di Durazzo, il rettore dell’università telematica Leonardo da Vinci), il direttore dell’IMK, il vice sindaco di Durazzo, i presidenti delle fondazioni Pescarabruzzo e Giammarco- Istituto per gli Studi Adriatici che hanno sostenuto questa iniziativa, che ha ottenuto anche il patrocinio delle due ambasciate, quella della Repubblica d’Albania a Roma e quella Italiana a Tirana. Sarà inoltre presente una folta delegazione di docenti di università dei Balcani ( Albania, Kosovo, Macedonia) che fanno parte di un network di alta formazione guidato dall’Università di Bologna- Facoltà di economia sede di Forlì, particolarmente interessati agli aspetti dello sviluppo turistico-culturale, considerato un elemento fondamentale per la crescita sostenibile dei loro paesi.

giovedì 09 giugno 2011, 09:48

fonte abruzzo24ore.tv

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