Passa ai contenuti principali

Serbia e Bosnia? Un problema europeo

L'Europa deve agire, è ora che faccia la sua parte. Questo è il nodo cruciale della politica europea nei Balcani. Sono passati solo pochi mesi dall'annuncio di fine 2008, da parte di Javier Solana - l'Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza Comune dell'Unione Europea e di Joe Biden - Vice Presidente americano, di un rilancio verso una nuova strategia politica per l'area balcanica, oltre ad un nuovo interessamento dell'Europa alla regione.

In realtà in questi cinque mesi qualche passo avanti è stato registrato, ma, i risvolti positivi parlano soprattutto serbo. I primi cambiamenti dovrebbero riguardare la possibilità dell'abrogazione nei confronti di Belgrado del regime dei visti Schengen. L'Ue ha infatti portato a termine, nell'ultima settimana di maggio, l'analisi dei requisiti posseduti dai Paesi dei Balcani occidentali per poter accedere all'abrogazione dell'attuale regime. Dalla successiva valutazione della Commissione europea è emersa la possibilità che la Serbia, con Macedonia e Montenegro, ottengano contemporaneamente a gennaio 2010 il «visa waiver». Secondo lo IES (Iniziativa Europea per la Stabilità), il punteggio emerso dalla valutazione mostrerebbe un adempimento, da parte serba, della maggioranza delle condizioni necessarie per ottenere l'ambita abolizione dei visti.

Che esistessero delle possibilità positive a riguardo è, inoltre, emerso dal fatto che paesi (vedi Olanda) storicamente contrari a tale eventualità, abbiano poi deciso di fare un passo indietro, rendendo in questo modo possibile anche lo scongelamento dell'Accordo di Stabilizzazione ed Associazione. La nota che però rivela un cambiamento della percezione serba in Europa è costituita dalla dichiarazione d'intenti siglata da Francia e Serbia, riguardante la sottoscrizione, in un tempo breve, di un Accordo sulla partnership strategica, il quale implichi il sostegno francese al percorso di integrazione Ue del Paese balcanico.

Il sostegno francese è, inoltre, fondamentale per controbilanciare sia la ritrosia ad un ulteriore allargamento da parte di Berlino sia la rigidità delle posizioni di Belgio ed Olanda. Dalle stesse parole dell'Ambasciatore francese a Belgrado, Jean-Francois Terral, emerge la volontà di sottoscrivere al più presto l'Accordo che, come dichiarato al quotidiano serbo Politica, «rifletterà i tre pilastri base dei rapporti fra Serbia e Francia, cioè il sostegno francese al percorso Ue della Serbia, il rafforzamento dei rapporti economici e la promozione degli scambi culturali fra i due Paesi». La nuova stagione serba viene, quindi, rafforzata dalla rinnovata cooperazione con il Tribunale Internazionale dell'Aja. Gli Usa, con le parole del Deputy Assistant del Segretario di Stato Usa, Steward Jones, «saranno disposti a fornire ogni tipo di assistenza nelle indagini sui latitanti ancora a piede libero».

Le novità che emergono da parte serba, inoltre, riguarderebbero anche una vecchia questione politico-militare che da tempo divide l'opinione pubblica serba, ossia una possibile adesione della Serbia alla Nato. L'Italia in tutto questo non può di certo restare a guardare soprattutto per il grande rilievo che la Serbia riveste come partner commerciale. L'Ambasciatore d'Italia a Belgrado ha, infatti, dichiarato che il nostro Paese sosterrà con determinazione l'ingresso della Serbia e dei Balcani nell'Ue «in quanto - come poco sopra ricordato - si tratta di un percorso nell'interesse non solo della Regione, ma anche dell'Italia stessa».

Per quanto riguarda la Bosnia, invece, il percorso di avvicinamento all'Ue incontra ancora notevoli ostacoli da superare. I problemi di fondo rimangono pressoché gli stessi; le distinzioni etniche dividono la politica bosniaca. La cooperazione tra gli stessi partiti è molto rara, come rara è stata l'attuazione delle riforme necessarie al paese. Probabilmente l'impegno europeo nel risolvere la situazione non è stato sufficiente. Molto spesso non si è tenuto conto delle specificità interne, soggiacendo all'opportunistica idea che il solo appoggio dell'Europa sarebbe bastato a far cambiar rotta al Paese. In realtà le divisioni interne incidono ancora troppo sui destini della regione e forse ancor di più incidono le precarie condizioni economiche. Si evidenzia la necessità di un mix di riforme istituzionali accompagnate da misure di sostegno economico che riescano a migliorare le condizioni della popolazione ed a frenare le periodiche rivendicazioni indipendentistiche della Repubblica Srpska (dove su un milione e quattrocento mila abitanti, un milione è di etnia serba). È necessario che l'Europa si concentri, come sta avvenendo per la Serbia, sull'intero dossier balcanico evitando, così, di compiere gli errori del passato. In fin dei conti «i Balcani restano un problema europeo».

fonte http://www.ragionpolitica.it/cms/index.php/200906101434/balcani/serbia-e-bosnia-un-problema-europeo.html

Commenti

Post popolari in questo blog

Cognomi di origine albanese

Cognomi di origine albanese





Barletta, Borrescio, Buono, Busciacco, Capparelli, Conte, Cordoano, Cortese, De Marco, Di Turi, Dramis, Elmo, Frega, Matrangolo, Mele, Preite, Raimondo, Vicchio
Barile
Barbaro, Belluscio, Botte, Cappa, Carnevale, Caselle, Croce, Fusco, Giuliano, Mazzeo, Mecca, Nastasia, Pascente, Pasternoster, Rabesco, Saracino, Schirò, Sciaraffa, Solazzo, Zambelli
Campomarino
Balante, Carriero, Chimisso, Corfiati, Croce, Manes, Marini, Musacchio, Norante, Occhionero, Piermarino, Travaglino, Vizzari
Caraffa
Bubba, Comi, Donato, Ferraina, Fimiano, Iania, Lombardo, Mazzei, Migliazza, Monteleone, Notaro, Peta, Petruzza, Scerbo, Sciumbata, Sulla
Carfizzi
Basta, Brasacchio, Condosta, Larte, Macrì,
Casalvecchio
Andreano, Beccia, Celozzi, Crescenzi, Criasia, Cutaio, De Luca, Fratta, Iacovelli, Petrone, Tosches
Castroregio
Alfano, Camodeca, D’Agostino, Di Nicco, Licursi, Roma
Cavallerizzo
Capparelli, Ferro, Golemme, Lata, Melicchio, Sarro, Tavolato
Cerzeto
Candreva, Capparelli, Franzese, Go…

Wikileaks parla di Albania e Grecia

Documenti segreti che parlano dell'Albania saranno pubblicati su Wikileaks

Ci sarebbero documenti segreti in lista per essere pubblicati a breve tra cui documenti segreti sull'Albania sulla Grecia ed in particolare i rapporti diplomatici che la Grecia ha col mondo e i paesi vicini.

I documenti sono tenuti a rivelare una forte evidenza i rapporti tra Tirana e Atene sulla vicenda del confine marittimo tra due paesi che si è è tenuto giorni fa a Tirana.

Il ministro greco Drucas chiede stuperfatto - come possono essere finite nelle mai degli Stati Uniti file e dossier segreti che hanno a che fare con lo stato ellenico ?.

La Grecia è uno dei paesi europei ad avere avuto una maggior spesa militare negli anni passati.

Dopo il fallimento dello stato ellenico la Grecia sta collaborando con i paesi vicini per evitare spese enormi nel campo militare.

Wikileaks svelerà il dietro le quinte della politica militare e di intelligence dello stato greco e della vicina Albania

Gli Arvaniti, i veri greci sono loro.

Arvaniti sono quelli la cui lingua madre è "Arvanitika" (in greco: Arvaniti = arvani + + tis notias = albanesi del sud dei Balcani). Arberesh La parola è usata in albanese, linguisti più usare la parola per la lingua albanese.

Arvaniti (in greco) e Arberor (in albanese), ma in Grecia nord-occidentale, nella lingua, il termine è usato Shqiptar (lo stesso utilizzato da albanesi d'Albania) e la parola Arvaniti non ha alcun significato in regione nord occidentale della Grecia. La regione Nord Occidentale ricordo che sarebbe la Chameria , dove ultraortodossi hanno creato genocidi e rubato questa parte di terra assieme all'isola di corfu all'Albania.

Tuttavia, Arvanitika appartiene alla famiglia linguistica albanese, e si è evoluta da uno dei due gruppi linguistici della lingua albanese, il dialetto meridionale albanese (nota: il dialetto parlato dagli albanesi a sud dei Balcani). Arvanitika ha una ricchezza dialettica: vi sono tre diversi gruppi di dialetti parlati, uno…