sabato 21 marzo 2009

La mia prima volta in Albania di Paola Iannelli

21 marzo 2009
La mia prima volta in Albania di Paola Iannelli


Descrivere ciò che ho vissuto in questa terra è davvero difficile, soprattutto per una come me che non ha molta confidenza con carta e penna…ma cercherò lo stesso di trasformare in parole il girotondo di emozioni vissute durante lo scambio.
Non avevo mai sentito parlare di YOUTH EXCHANGE e quando me lo hanno proposto ho accettato quasi alla cieca.

I giorni prima della partenza sono stati davvero frenetici; ci siamo divisi tra riunioni e incontri vari per conoscere gli altri membri del gruppo italiano e perfezionare la partenza….che finalmente è arrivata!

Il viaggio in traghetto non lo raccomando a nessuno. Ho scoperto di soffrire il mal di mare e vi assicuro che non è stata una bella esperienza!

Una volta a Durazzo e poi in albergo, abbiamo cominciato a capire il senso e la bellezza di ciò che stavamo vivendo. I primi giorni sono stati di rodaggio, due erano gli scogli da superare: la nostra conoscenza reciproca (tra italiani intendo) e poi la conoscenza dei componenti degli altri gruppi: macedoni, albanesi e svedesi.

Devo dire che abbiamo impiegato davvero poco tempo a rompere il ghiaccio con gli altri ragazzi; sicuramente merito della nostra espansività, simpatia e curiosità verso tutto ciò che è altro da noi. In particolare col gruppo macedone e albanese si è creato un bel feeling: in poco tempo abbiamo avuto la sensazione di conoscere questi ragazzi da sempre quando invece solo allora stavamo apprendendo le loro storie, i loro percorsi, le loro esperienze di vita che in alcuni casi ci hanno lasciato senza fiato.

Con i ragazzi svedesi poi ho condiviso, non senza difficoltà, la realizzazione del “calendario dei diritti umani”. Siamo andati in giro per Tirana a fotografare ogni cosa che potesse rappresentare una loro violazione o la loro piena attuazione; e così abbiamo visitato ospedali, campi rom, villaggi, scuole e ho potuto vedere l’Albania dall’interno, conoscerne il sistema sanitario, quello scolastico….solo così ho davvero toccato con mano la realtà!

Ed è proprio grazie a questi giorni e a questo viaggio che ho imparato a fidarmi di questo paese e di questo popolo; popolo ospitale e disponibile, che ti accoglie e ti travolge, che nasconde la sofferenza e gli anni di guerra dietro un sorriso e ti insegna che nulla è perduto e che si può uscire da anni bui.

Nei nostri vari spostamenti abbiamo tante volte contemplato i paesaggi e le campagne albanesi dal finestrino di un furgone… non posso mai dimenticare le bandiere rosse e nere disseminate ovunque, su ogni tetto, una per ogni casa!

E’ incredibile il senso di appartenenza che questa gente ha verso il proprio paese!

“LA NOSTRA TERRA E’ LA NOSTRA CASA!”…questo ci dicevano gli albanesi e questo ho portato via con me da questa esperienza: l’amore per il proprio paese e la voglia di sentirsi sempre a casa in ogni posto, così come mi sono sentita io in Albania!




Paola Iannelli

fonte : http://ilblogdimondonuovo.blogspot.com/

3 commenti:

  1. non capisco perche certi italiani devono ancora dimostrare di andare in albania.
    Secondo me non hanno mai viaggiato oppure sis entono chissa cosa per aver fatto un viaggio nel mitico paese delle aquile

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  2. si ma gli albanesi sono tutti bastardi.

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  3. Persone come te è difficile da cambiare, ma prego al Dio che tutto il mondo possa vivere in pace. Siamo tutti i figli di Dio. Mai non dobbiamo generalizzare la persona dal paese che è. Che Dio benedica gli albanesi e gli italiani e tutto il mondo.

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